Presentiamo il Progetto di fattibilità tecnica ed economica di “Aosta in bicicletta”,
inserito nel “Piano nazionale della sicurezza stradale” (PNSS) e finanziato con i fondi del
Programma “Investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/20 (FESR)”.

Obiettivi

Attuando questo progetto Aosta si avvia a raggiungere i due obiettivi programmatici del PNSS per le ciclabili:

  • incentivare la mobilità ciclabile in quanto modello di spostamento urbano che contribuisce a rendere il centro cittadino a misura d’uomo, riducendo il traffico e l’inquinamento veicolare,
  • ottenere una maggiore sicurezza negli spostamenti urbani, separando i percorsi dedicati ai ciclisti e curando la drastica riduzione della velocità media veicolare anche negli attraversamenti e nei tratti di compresenza auto-bici.

Questi obiettivi programmatici generali sono stati tradotti per Aosta in 4 requisiti funzionali molto concreti, profilati sulle specifiche esigenze degli abitanti e dei fruitori della parte pianeggiante della città, per ottenere una accessibilità sicura in bici

Dai quartieri periferici verso il centro e viceversa, offrendo una mobilità alternativa per i movimenti pendolari quotidiani Infatti il progetto investe, con una rete di percorsi ciclabili senza soluzione di continuità, tutta la parte piana del comune, connettendo sia i quartieri a est (q.Dora) e a ovest (Mont- Fleury e Tsamberlet) sia i percorsi di bordo già esistenti (lungo via Parigi e via Roma e lungo la Dora).
Ai centri di servizi per i più giovani, e in particolare alle scuole medie primarie e secondarie e agli impianti sportivi. Infatti la rete sicura in progetto raggiunge tutti i centri di servizi più importanti e per l’80% degli aostani (cioè i residenti nelle zone a sud della ss26), sarà possibile raggiungere dalla porta di casa un tratto della rete percorrendo meno di 200 metri su strade interne a basso traffico (con una sicurezza paragonabile a quella delle “zone 30”).
Alle mete di interesse turistico anche esterne al centro storico. Infatti si ricavano percorsi di qualità paesaggistica che prolungano la zona ciclopedonale del centro verso il museo di St.Martin de Corleans, il ponte di pietra, il giro delle mura romane…  
Alle zone al bordo della città di interesse ambientale e paesaggistico.Infatti si ricavano percorsi di qualità paesaggistica che si connettono agli itinerari già esistenti lungo la Dora a monte e a valle della città o per il parco Saumont.  

Il progetto comporta interventi su oltre 14 km. di percorsi, ottenendo una rete continua, comprensiva dei percorsi preesistenti, di oltre 22.5 km., pari a circa 0,65 m. per abitante. E’ un primo risultato notevole, se si confronta con la città più “ciclistica” d’Italia, Ferrara, che conta ciclabili per 1,14 m. per abitante e Bolzano ( la prima città non-emiliana per dotazione di piste) che conta 0,71 metri per abitante, seguita da Padova con 0,67 metri. (fonte Holidu 2019).

ACCESSIBILITA’ SICURA: La rete e gli abitanti

Dalla mappa, che riporta in arancio un buffer di 200 metri intorno alle dorsali ciclabili in progetto, risulta evidente che il sistema garantisce un’accessibilità ciclabile alle principali mete per oltre il 95% degli abitanti della parte piana della città, che devono percorrere al massimo 200 metri su strade residenziali a basso traffico prima di accedere a percorsi sicuri.

La rete continua dei percorsi è stata individuata con un criterio di massima aderenza al preesistente sistema stradale, per intercettare in modo sistematico la viabilità capillare di accesso alle aree residenziali e gli ingressi ai servizi e alle mete di interesse quotidiano. Quindi le tratte ciclabili in progetto sono per lo più frutto di un ridisegno delle aree già utilizzate per la mobilità, in qualche caso modestamente ampliate, con un impatto ambientale molto basso.